La visione del film “L’uomo che verrà” è avvenuta dopo la
gita che abbiamo fatto col gruppo SF&C il 10 aprile a Monte Sole, per
ricordare la strage fatta dalle SS tedesche contro le innocenti persone che
vivevano su quelle montagne.
Ci siamo trovati il 21 aprile, dopo una cena insieme
e abbiamo visto il film nel teatrino parrocchiale.
Il film è stato molto istruttivo per molte ragioni:
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è
l’unico in grado di ricostruire la strage fatta in questi luoghi, basandosi sul
punto di vista di una bambina (Martina), anziché quello di un adulto che
conosce la realtà;
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ricostruisce
al meglio la situazione di circa 70 anni fa, soffermandosi in particolare sullo
stile di vita delle persone di una volta;
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offre
la possibilità di immedesimarsi nella situazione anche perché nei dialoghi solo
il dialetto è sottotitolato e il tedesco no: si capisce così più chiaramente
come fosse difficile il rapporto fra civili e soldati visto che non capivano
nemmeno il linguaggio gli uni degli altri.
Partendo da una frase pronunciata da uno dei comandanti
tedeschi :”Ci hanno insegnato ad essere così”, abbiamo discusso se i
nazi-fascisti, secondo noi, abbiano avuto davvero possibilità di scelta sul
come comportarsi, visto che non avevano mai conosciuto altri modi di pensare e
agire e che nessuno aveva mai detto loro che essere autonomi e scegliere da
soli è il bene più grande (si chiama libertà)-
Non abbiamo raggiunto una conclusione vera e
propria, perché alcuni pensavano che avessero comunque una scelta e altri
ritenevano quasi impossibile anche solo concepirla una scelta.
Pensiamo che il film sia degno di essere visto e
proposto a persone non necessariamente adulte, ma che sia bene prima avere una
conoscenza anche vaga dei fatti avvenuti a Monte Sole, o si rischia di non
capirlo e apprezzarlo.
Il gruppo SF&C